Se ci sono molte persone interessate a un’offerta di lavoro, le società tendono a organizzare selezioni preliminari oppure a invitare i candidati per testarne le conoscenze e capacità (per esempio con una prova di informatica) prima di iniziare i colloqui. Per le posizioni chiave o gli incarichi dirigenziali ci si rivolge spesso a centri di valutazione.
I datori di lavoro alla ricerca di un nuovo membro del personale vogliono che il candidato corrisponda il più possibile al profilo che stanno cercando e che hanno descritto nella loro inserzione. Essi si attendono dai candidati che questi diano prova della coincidenza delle loro qualifiche ed esperienze con tale profilo.
Durante il colloquio, i candidati devono anche parlare dei loro punti forti e punti deboli a livello professionale e personale. Potreste anche dover rispondere a domande circa la vostra motivazione, le vostre capacità sociali e le vostre prospettive come dipendente. Inoltre, dovete essere preparati a domande inerenti al vostro curriculum vitae (per esempio se avete cambiato molti lavori). In generale, è probabile che i datori di lavoro cerchino di instaurare un dialogo che consenta loro di scoprire più cose su di voi, sulle vostre qualifiche e sulle vostre aspettative nei confronti del lavoro. Questo significa che durante il colloquio ci sarà anche spazio per le vostre domande sull’orario e sui giorni di lavoro, sulle attività e sul contenuto dell’incarico. L’atmosfera sarà amichevole, ma obiettiva e imparziale.
Naturalmente, i datori di lavoro vogliono che siate ben informati sulla società: che cosa fa o produce, le sue dimensioni, se è una società centralizzata o decentrata e se ha sede all’estero, la sua immagine e la sua filosofia.
Le società vogliono che i candidati si attengano alle procedure di candidatura formali: che siano puntuali, che rispettino la tempistica stabilita per i test e le procedure di candidatura e che si uniformino alle regole formali stabilite dalla società per i test e i colloqui.
Un colloquio dura mediamente circa un’ora. Fatta eccezione per i lavori altamente qualificati, il datore di lavoro decide dopo un solo colloquio. Il numero di persone che partecipano al colloquio varia a seconda delle dimensioni della società. È possibile che al colloquio o ai test siano presenti le seguenti persone: il capo del dipartimento che offre il lavoro, il direttore delle risorse umane, un rappresentante del comitato dei lavoratori. Il colloquio viene condotto dal datore di lavoro stesso, dal capo sezione oppure dal rappresentante delle risorse umane.
Per quanto riguarda la comunicazione verbale, durante il colloquio sono importanti i seguenti aspetti: l’articolazione e presentazione devono essere in linea con il lavoro cui ci si candida (chiara motivazione per il lavoro, capacità sociali, capacità di lavorare in squadra, autorità e leadership, resistenza allo stress, flessibilità). La comunicazione non verbale riguarda aspetti quali la puntualità, l’atteggiamento, il contatto visivo, la gestualità e l’espressione del viso. Potete accettare tranquillamente caffè, tè o bevande analcoliche se vi vengono offerte. Non siete autorizzati ad accettare alcolici o sigarette durante il colloquio.
In un colloquio normale le domande devono essere obbligatoriamente orientate alle condizioni descritte nell’offerta di lavoro, al fine di scoprire se avete le capacità e le qualifiche giuste per il lavoro. Allo scopo di garantire la massima obiettività, a tutti i candidati devono essere poste le stesse domande. Tuttavia, il datore di lavoro ha la facoltà di chiedere maggiori informazioni su base individuale oppure secondo le singole risposte date dal candidato. Il datore di lavoro deve redigere una relazione contenente un riepilogo del colloquio o alcune parole chiave. La legislazione federale sulla parità di tratta mento vieta ogni forma di discriminazione basata sull’età, sul sesso, sulla religione, sull’orientamento sessuale o sull’appartenenza a un’etnia. La legge disciplina tutte le procedure per la pubblicazione delle offerte di lavoro, le procedure di candidatura e i rapporti tra il datore di lavoro e i dipendenti. Non è obbligatorio rispondere alle domande che non rispettano tale legge. Tanto meno dovete rispondere a domande su una possibile maternità, sull’intenzione di formare una famiglia o su eventuali malattie e disturbi. In Austria vige anche una legge federale che vieta la discriminazione nei confronti degli invalidi. La Camera federale degli operai e degli impiegati non ha esperienza di domande insidiose, né le risulta che simili domande vengano utilizzate. Ciò nondimeno, si ha l’impressione generale che i datori di lavoro non si rendano conto di porre domande vietate. Fonte: EURES «Le faremo sapere...»