Come dovete prepararvi al colloquio ? I colloqui e i test volti a far emergere le caratteristiche psicologiche, i tratti del carattere o le capacità pratiche vengono usati comunemente in tutte le società. I datori di lavoro si concentrano non solo sugli aspetti professionali, ma anche sulle qualità umane. Il tipo di colloquio dipende dalla posizione, dal lavoro specifico e dalla politica aziendale, oppure dal fatto che l’azienda sia una piccola società locale o un’impresa internazionale.
In genere sono presenti tre intervistatori, tra cui il capo della società o di una particolare divisione e uno specialista del personale. Un colloquio non richiede solitamente più di mezzora a candidato. Può esservi offerta dell’acqua naturale o frizzante. Se il colloquio è formale e ufficiale, le domande sono molto simili per tutti i candidati. Il candidato deve essersi preparato per il colloquio e conoscere la società e la posizione.
Ai candidati è consentito porre domande sul lavoro, sui doveri ecc. alle quali non è stata ancora data risposta.
In Lettonia i colloqui sono generalmente formali, ma questo dipende da molti fattori: tipo di lavoro, datore di lavoro, personale, carenze, fattori umani ecc. I datori di lavoro possono svolgere dei cosiddetti «colloqui test», che possono essere condotti al telefono o in gruppo al fine di individuare chi sia il leader. I colloqui «offpeak» (fuori dall’orario di punta) si stanno sempre più diffondendo e si tengono per esempio durante la cena.
È molto importante che dimostriate la vostra motivazione nei confronti del lavoro, la vostra capacità e volontà. Dovete essere onesti e spiegare che cosa potete migliorare e come. Dovete far vedere che vi piacerebbe veramente lavorare per la società.
Esistono varie leggi che vietano qualunque forma di discriminazione per motivi di razza, origine etnica, religione, invalidità, età, orientamento sessuale, sesso, classe sociale, lingua, convinzioni politiche ecc. Una parte della società lettone ritiene che in Lettonia non vi sia alcuna discriminazione o che quanto meno non costituisca un problema. Un’altra parte associa invece la questione alle problematiche nazionali. In ogni caso, nella realtà i diritti sanciti dalla legge non vengono generalmente compromessi, sebbene vi sia una certa ostilità nei confronti del diverso.
I candidati in genere cercano di rispondere a tutte le domande in un colloquio con un potenziale datore di lavoro, anche a quelle cui non vorrebbero rispondere. Ritengono infatti che la reticenza potrebbe essere giudicata in modo negativo o influenzare l’atteggiamento del datore di lavoro nei loro confronti.
È una questione di fiducia in se stessi.
Domande e richieste discriminatorie di informazioni sulla vita privata sono quelle relative allo stato civile o al desiderio di avere figli. Il potenziale dipendente deve conoscere l’immagine della società, per esempio se si tratta di una società internazionale, quale lingua utilizza ecc. Le domande relative all’età, allo stato civile, a informazioni personali (altezza, peso e forma fisica) possono essere anch’esse considerate discriminatorie. A volte vengono usati degli stratagemmi: i datori di lavoro possono chiedere di inviare una foto intera oppure possono condurre un «colloquio stressante» per testare il comportamento di un potenziale dipendente in una situazione scomoda, la creatività della persona ecc. Questo è un metodo interessante, anche se il confine tra le tecniche legittime e la violazione dei diritti dei candidati è molto sottile. Fonte: EURES «Le faremo sapere...»