Come prepararsi al colloquio

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Lavorare in Europa - Procedure di candidatura diffuse in Norvegia

Il candidato deve sapere almeno qualcosa della società e deve dimostrare di poter garantire un vero valore aggiunto a quest’ultima. I candidati possono fornire la necessaria traduzione dei loro documenti in inglese o in norvegese, insieme alle copie certificate. Se del caso, dovreste anche dimostrare di avere ottenuto la necessaria autorizzazione all’esercizio della professione in Norvegia.
Siate sintetici e concisi nella descrizione di voi stessi e delle vostre qualifiche. Siate onesti e non fingete di essere migliori di quello che siete. La filosofia di vita dei norvegesi è «Non devo pensare di essere migliore di nessun altro». Il vostro curriculum vitae deve essere semplice e modesto. Non esagerate, perché potreste apparire arroganti agli occhi del selezionatore. Siate onesti sulle vostre conoscenze linguistiche, soprattutto in inglese.
Sapere l’inglese a un «buon livello» non è uguale ad avere una «conoscenza scolastica» dell’inglese.
È importante ricordare che il vostro curriculum e lettera di presentazione sono il vostro «biglietto d’ingresso» a un colloquio. È qui che deve emergere la vostra competenza. Il colloquio si basa più sulle vostre capacità personali e sulla vostra personalità in una situazione lavorativa. Qui potrebbe essere decisiva la «chimica personale» tra voi e il selezionatore. Le vostre competenze, ma anche in larga misura le vostre capacità personali, sono molto importanti per il datore di lavoro: se siete interessati, motivati, entusiasti, se fate le domande giuste, se vi azzardate a prendere la parola, se osate esprimere il vostro parere. Le capacità personali sono menzionate frequentemente nei requisiti per un posto vacante.
Il responsabile delle risorse umane, il capo del dipartimento in cui si è liberata la posizione o il direttore della società è solitamente responsabile dell’incontro. Aspettatevi di trovarvi di fronte un numero di persone variabile da uno a cinque.
Il numero dipende in larga misura dal fatto che il datore di lavoro operi nel settore pubblico o privato e dalle dimensioni della società. In una grande società potrebbero esserci il responsabile delle risorse umane e il capo del dipartimento in cui si è liberata la posizione. In una piccola società è possibile che il colloquio sia condotto solo dal direttore. Nel settore pubblico, il team di intervistatori è molto spesso costituito da un rappresentante delle risorse umane, un rappresentante sindacale, a volte un rappresentante dei dipendenti dell’ufficio e il capo del dipartimento in cui si è liberata la posizione. Quindi, siate preparati a incontrare più di una o due persone.
Il numero di incontri prima del reclutamento effettivo dipende dai datori di lavoro e da quanti candidati validi ci sono in lista.
Può trattarsi di un solo colloquio (che è il modello più comune), di due o addirittura di tre (per il personale altamente qualificato). La durata media del colloquio è di 45-90 minuti. Mantenete la calma e siate voi stessi. Non cercate di impressionare il selezionatore, siate onesti, modesti e con i piedi per terra. Potete accettare: caffè, tè o acqua minerale. Non vi saranno offerti sigari, sigarette (in Norvegia è vietato fumare in tutti gli edifici pubblici) o alcolici.
La persona responsabile dell’incontro vi parlerà anzitutto della società e del lavoro. Vi sarà quindi dato il tempo di presentarvi e di spiegare perché vi siete candidati. Non esitate a porre domande di natura professionale sulla società e sul lavoro. Vi saranno quindi fatte diverse domande. Alla fine del colloquio potete chiedere della retribuzione e delle condizioni lavorative. Il selezionatore dovrebbe quindi dirvi quando riceverete un riscontro o una risposta.
Potete e dovete porre domande professionali direttamente pertinenti al lavoro quando la persona responsabile del colloquio finisce di parlarvi della società e del lavoro. Potete anche porre domande di natura amministrativa: orario di apertura, orario di lavoro, numero di dipendenti ecc. Potete chiedere della retribuzione e delle condizioni lavorative alla fine del colloquio. Siate voi stessi. Un colloquio di lavoro è un incontro e una conversazione con un selezionatore, non un test.
In esso si discuteranno prevalentemente questioni professionali, ma il selezionatore vi giudicherà soprattutto in base al vostro modo personale di presentare le vostre qualifiche professionali.
È vietata qualunque forma di discriminazione per motivi di credo politico, religione, orientamento sessuale, età, invalidità o appartenenza sindacale, salvo qualora questi aspetti siano direttamente rilevanti per il lavoro stesso. Ciò significa che non siete tenuti a rispondere a domande private su un’eventuale gravidanza in corso o programmata, se ricevete qualunque tipo di sussidio, se avete figli e quanti anni hanno ecc. Dovete comunque sempre applicare il buon senso. In Norvegia l’onestà è un requisito imprescindibile per intrattenere buone relazioni umane, anche al lavoro.
Preparatevi a rispondere a domande come:
• Perché si è candidato/a a questo lavoro ?
• Qual è la sua precedente esperienza lavorativa ?
• Perché ha lasciato il suo precedente lavoro ?
• Quali competenze può apportare alla nostra società ?
• Che tipo di incarichi professionali preferisce, incarichi sempre nuovi o regolari?
• Perché ci sono delle lacune nel suo curriculum ?
• È in grado di lavorare sotto stress ?
• Preferisce lavorare in squadra o in maniera indipendente ?
• Perché crede di essere la persona giusta per questo lavoro ?
• Dove pensa che lavorerà tra cinque anni ?
• Quali sono le sue aspettative economiche ?
• Qual è la cosa più positiva e quella più negativa che può dire di sé ? Fonte: EURES «Le faremo sapere...»