Ai datori di lavoro interessa sapere se un candidato dispone delle conoscenze appropriate e sa pensare in maniera creativa. Tutte le altre condizioni associate al lavoro dipendono dal tipo di attività che sarà svolta da una persona. Ciò significa che un datore di lavoro cerca una persona che abbia capacità, qualifiche e la necessaria esperienza.
Inoltre, quasi ogni datore di lavoro è alla ricerca di persone comunicative con un atteggiamento positivo nei confronti del lavoro. Il colloquio viene condotto dal rappresentante del datore di lavoro, ma si tratta pur sempre di un incontro tra due o più persone, quindi molto dipende dalle parti coinvolte nella discussione in termini, per esempio, di atmosfera rilassata, coinvolgimento e comunicazione creativa.
Il numero di persone che partecipano all’attività di reclutamento dipende da chi è invitato all’incontro o ai test. Un candidato può svolgere i test da solo oppure in una sessione di gruppo. Solitamente al colloquio sono presenti due rappresentanti del datore di lavoro.
Tutte le varie fasi, inclusi la pubblicazione dell’avviso di posto vacante e il colloquio di lavoro, sono completate quando il posto viene occupato. Trovare la persona giusta richiede del tempo, quindi il processo di reclutamento non si esaurisce dopo il primo incontro. Solitamente un incontro dura dai 45 minuti a un’ora. Quando invece il datore di lavoro svolge dei test durante il colloquio, l’incontro può durare due o tre ore.
La comunicazione verbale e non verbale è molto importante durante il colloquio di lavoro. Infatti, i datori di lavoro sono solitamente alla ricerca di persone che siano in grado di comunicare i loro pensieri, vale a dire persone dalla comunicazione fluente. In alcuni casi, il datore di lavoro può assumere degli specialisti in comunicazione non verbale per il colloquio, i quali verificano la coerenza tra questi due canali di comunicazione. Durante il colloquio potete accettare acqua minerale, tè o caffè. Non è consentito fumare.
Durante il primo incontro potete porre domande, per esempio sulle condizioni di lavoro, sulla varietà di incarichi e sulla cultura aziendale. Solitamente la persona che conduce il colloquio dà al candidato il tempo di porre domande alla fine del colloquio. Generalmente parlando, ogni colloquio ha una struttura specifica.
1) Introduzione: la prima parte del colloquio ha un carattere informativo. In questa fase, l’obiettivo principale della persona che conduce un colloquio consiste nel fornire informazioni al candidato sulle condizioni dell’incontro, sul lavoro e sulla varietà di incarichi. È fondamentale instaurare un’atmosfera serena con il candidato.
2) Approfondimento dell’esperienza lavorativa: in questa fase l’obiettivo principale consiste nell’acquisire dal candidato informazioni sui seguenti elementi: dati personali, esperienza lavorativa, istruzione, professione. In questa fase vengono poste prevalentemente domande concrete.
3) Interpretazione dei fatti: questa fase consiste in un’interpretazione dei fatti raccolti durante la seconda fase. Le persone che conducono il colloquio chiedono ai candidati il loro parere e la loro interpretazione dei fatti relativi all’ambito dell’istruzione e professionale e come questi si rapportano all’offerta di lavoro. Ciò li aiuta inoltre a scoprire la motivazione del candidato, i suoi atteggiamenti e il valore che attribuisce al lavoro.
4) Pareri personali, pensieri, punto di vista: durante questa fase i candidati esprimono il loro parere personale e illustrano il loro modo di pensare in relazione alle decisioni di lavoro prese (il datore di lavoro o la persona che conduce il colloquio pone domande sui motivi alla base di decisioni personali e sulla situazione familiare).
5) Riepilogo, fine del colloquio: in questa fase i candidati possono porre domande su argomenti che non sono ancora stati trattati e che ritengono importanti. Si tratta quindi di una fase riepilogativa. Il datore di lavoro o la persona che conduce il colloquio deve fornire informazioni sulle fasi successive del processo di reclutamento.
L’atmosfera durante i colloqui di lavoro o i test deve essere amichevole. Instaurare un’atmosfera improntata alla franchezza è probabilmente l’aspetto più difficile quando si conduce un colloquio. L’atmosfera viene creata dal coinvolgimento emotivo tra i partecipanti che interagiscono tra loro. Durante il colloquio ci si aspettano solitamente i seguenti atteggiamenti:
• coinvolgimento,
• creatività,
• comunicativa,
• professionalità,
• autostima.
Il rapporto tra gli aspetti non professionali e professionali durante il colloquio è di 20 a 80.
Bisogna raccogliere quante più informazioni possibili sulla società in cui ci si candida per un lavoro. La motivazione è fondamentale per essere un buon lavoratore. Ciò significa che durante il colloquio ognuno deve spiegare la propria motivazione nei confronti del lavoro e rispondere alle domande (che cosa sa fare, che cosa sa o chi è). Questo tipo di informazioni dimostra professionalità, autostima e creatività da parte del candidato.
In Polonia esistono leggi contro la discriminazione per motivi di sesso, età, invalidità, razza, origine etnica, nazionalità, orientamento sessuale, credo politico, affiliazione religiosa o appartenenza sindacale. Durante il colloquio un candidato deve rispondere a tutte le domande. Ha però il diritto di rifiutarsi di rispondere a domande discriminatorie. Non sono accettabili domande sulle vostre preferenze sessuali, credo politico, gravidanza o religione.
Le domande più frequenti sono:
• Mi parli un po’ di sé.
• Perché si candida a questo lavoro ?
• Descriva che cosa la motiva nei confronti di un lavoro.
• Sa dirmi quali sono i suoi punti forti ?
• Sa dirmi quali sono i suoi punti deboli ?
• Perché ha scelto questo percorso formativo ?
• Che cosa significa per lei essere flessibile e creativo sul lavoro ?
• Dove si vede tra cinque anni ?
• Quali sono le sue aspettative economiche ?
• Mi dica quale tipo di lavoro preferisce.
• Quali hobby ha ?
Ogni colloquio presenta anche alcune domande insidiose:
• Che cosa starà facendo da qui a cinque anni ?
• Mi descriva come risolverebbe una situazione di conflitto sul lavoro.
• Mi parli di quello che fa solitamente durante il tempo libero.
• Quali sono le sue aspettative economiche ?
• Intende avere una famiglia ?
• Lei fuma ?
Se vi è stato detto che il rappresentante del datore di lavoro vi avrebbe contattati dopo il colloquio e il termine è già trascorso, chiamate il datore di lavoro e chiedete il risultato del colloquio.
Non c’è nulla di male nel chiedere. Dimostra anzi che siete interessati al posto.
Se non venite presi dal datore di lavoro, potete chiedere quale sia il motivo di questa decisione. Cercate di scoprire quali fattori l’hanno indotto a non assumervi. Questo vi aiuterà a evitare di ripetere gli stessi errori in futuro. Ricordate, è con la pratica che si migliora. Quanti più saranno i colloqui di lavoro che sosterrete, tante più probabilità avrete di «vendere» voi stessi. Fonte: EURES «Le faremo sapere...»