Negoziate le prestazioni a vostro favore

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Lavorare in Europa - Procedure di candidatura diffuse in Polonia

Il contratto d’impiego è una tipologia contrattuale molto diffusa in Polonia. Si tratta del contratto più vantaggioso in termini di diritti aggiuntivi, i cosiddetti diritti dei dipendenti. Tutti gli aspetti correlati ai contratti d’impiego sono disciplinati dalla legge sul lavoro.
Entrambe le parti (datori di lavoro e dipendenti) hanno il diritto di negoziare. Il datore di lavoro è tenuto a:
• fare una presentazione onesta dei requisiti relativi all’offerta di lavoro;
• trattare equamente tutti i candidati;
• non indurre un dipendente a rivelare informazioni tutelate dalla legge;
• tutelare la riservatezza delle informazioni ottenute. Il datore di lavoro può inoltre:
• chiedere al candidato di fornire informazioni sulla sua precedente occupazione;
• sottoporre il candidato alla procedura di reclutamento e selezione, ivi compreso il superamento di test psicologici.
A sua volta, il dipendente è tenuto a:
• fornire tutti i dati e le informazioni relative al suo stato lavorativo;
• sottoporsi ai test psicologici durante la procedura di selezione.
Il dipendente può inoltre:
• ricevere informazioni in merito alla posizione vacante;
• ricevere informazioni sui diritti e i doveri legati al posto vacante;
• rifiutarsi di rispondere a domande discriminatorie.
La retribuzione deve essere fissata in modo tale da corrispondere al tipo di lavoro svolto e alle qualifiche richieste a tal fine, nonché tenendo conto della quantità e della qualità del lavoro svolto. I termini di retribuzione sono stabiliti in:
accordi aziendali o contratti collettivi di lavoro (stipulati dai datori di lavoro con le organizzazioni sindacali attive nelle società),
normative salariali (nel caso di datori di lavoro con almeno 20 dipendenti che non sono soggetti a un accordo aziendale o a un contratto collettivo di lavoro),
• contratti d’impiego.
I dipendenti vengono solitamente retribuiti per unità di tempo lavorato: un’ora, un giorno o un mese. In alcuni casi si può ricorrere al lavoro a cottimo, in cui i dipendenti vengono retribuiti per unità di lavoro ultimato. Il dipendente viene pagato almeno una volta al mese, in una data fissa prestabilita. Al fine di proteggere la retribuzione, la legge polacca sul lavoro contiene una disposizione per cui un dipendente non può rinunciare al suo diritto alla retribuzione o cedere tale diritto a un’altra persona. Ogni candidato deve negoziare la propria retribuzione con il datore di lavoro prima di firmare il contratto. I bonus dipendono dai risultati raggiunti. Durante le ferie, un dipendente riceve la retribuzione normale stabilita nel contratto d’impiego.
Potete aspettarvi una retribuzione allettante adeguata alla vostra istruzione ed esperienza, incluse prestazioni integrative del regime legale quali buoni pasto, piano pensione, assicurazione sanitaria, un bonus natalizio, un premio per risultati e prestazioni speciali e anche un incentivo allo sviluppo personale, soprattutto se lavorate nel settore privato piuttosto che in quello pubblico. Dovete pertanto essere preparati al lato negativo di questa distinzione. Se vi candidate a un lavoro nel settore privato, è bene negoziare le prestazioni speciali, ma se volete lavorare nel settore pubblico, non c’è spazio per la contrattazione.
Il processo di reclutamento dipende dalle dimensioni della società e dalla posizione cui vi candidate. Può articolarsi in alcuni passaggi, ma sarete informati a questo riguardo in occasione del vostro primo incontro di reclutamento. Dopo l’ultimo colloquio (solitamente il terzo), dovrete attendere una settimana circa prima che vi sia comunicata la decisione definitiva in merito alla vostra assunzione o meno.
Poiché non esistono disposizioni di legge relative al rimborso delle spese sostenute per partecipare al colloquio, il candidato deve negoziare separatamente tale rimborso con ogni datore di lavoro. Solitamente le spese non vengono rimborsate dal datore di lavoro.
I datori di lavoro in Polonia preferiscono chiedere un periodo di prova di un mese, anziché una prova di un giorno. È possibile rifiutare, ma questo può far sì che il datore di lavoro interrompa il processo di reclutamento del candidato. Fonte: EURES «Le faremo sapere...»