È importante la prima impressione che fa un candidato, ivi compreso il suo aspetto. Il datore di lavoro deve scoprire se il candidato è realmente interessato a ottenere un lavoro e se dispone delle necessarie capacità e conoscenze professionali.
Nella maggior parte dei casi, i datori di lavoro iniziano col presentare la società e le loro aspettative nei confronti del nuovo dipendente. Chiederanno quindi ai candidati di esporre per quale motivo vogliono il lavoro e di descrivere le loro conoscenze e capacità. Il datore di lavoro può anche chiedere ai candidati di sottoporsi a un test oppure di compilare alcuni moduli. Alla fine del colloquio, il datore di lavoro può concedere ai candidati la possibilità di porre domande. L’atmosfera è molto formale e non particolarmente rilassata. Dovete ricordare che lo stile è formale e stare attenti a scegliere con cura le parole. Il colloquio si concentra per la maggior parte del tempo sugli aspetti relativi al lavoro. Il datore di lavoro non è molto interessato agli aspetti personali. Il rapporto massimo è di 80 (domande professionali) a 20 (domande non professionali). È bene disporre di quante più informazioni possibile, perché è da questo che il datore di lavoro capisce se il candidato è interessato alla posizione. È consigliabile conoscere almeno le attività della società. Fonte: EURES «Le faremo sapere...»